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Come calcolare l’IMU 2012. Qui tutte le notizie.

calcolo IMUChe cos’è l’IMU?
L’IMU (Imposta Municipale Unica) è l’imposta che sostituisce l’ICI a partire dal 1° Gennaio 2012

Chi deve pagare l’IMU?
Tutti i proprietari di immobili.

Come si calcola l’IMU?
Si paga sul valore catastale dell’immobile e delle sue pertinenze, ad esempio il box auto.

Come si ottiene il valore catastale?
Si ottiene moltiplicando la rendita Catastale per due coefficienti, che sono del 5% e del 60% appena introdotto dal Governo Monti. Il 60% corrisponde alla famosa Rivalutazione Catastale tanto discussa ma che viene effettuata storicamente e ciclicamente ogni 15-20 anni.

N.B: Il 60% è da applicare solo alle rendite non ancora rivalutate, praticamente tutte.

Dove trovo la rendita catastale?
Sull’Atto di provenienza (Rogito, Successione, Atto di compravendita), sulla dichiarazione dei redditi, oppure puoi ottenerla online direttamente dal sito dell’Agenzia del territorio ma ti servono i dati catastali.

Qual’è l’aliquota IMU da applicare?
L’aliquota viene applicata sul valore catastale e corrisponde allo 0,4% sulla prima casa che ciascun comune può variare da un minimo di 0,2 ad un massimo di 0,6 per cento. Per la seconda casa corrisponde allo 0,76% che ciascun Comune può variare da un minimo di 0,46 ad un massimo di 1,06 per cento.

Sono previsti sconti o esenzioni IMU?
Si, sono previste robuste esenzioni sulla prima casa e per chi ha figli:

  • Sconto di € 200,00 per i proprietari di prima casa
  • Sconto di € 50,00 per ogni figlio residente di età non superiore a 26 anni, cumulabile per ogni figlio fino ad un massimo di 8, e quindi ad una detrazione massima complessiva di € 600,00.

Questo significa che grazie ai meccanismi di detrazione è possibile arrivare, per le rendite sufficientemente basse, ad una ESENZIONE IMU totale.

Quali sono le scadenze per il pagamento IMU?
Entro il 16 giugno per il pagamento della prima rata IMU. Entro il 17 dicembre per il saldo. Dovranno essere versate con il modello F24.

Come si fa il calcolo IMU?
Nell’esempio di seguito vi spieghiamo come calcolare l’IMU  per una casa di categoria catastale A/3, di circa 100 metri quadrati, con rendita catastale non rivalutata di 670,10 euro, adibita come abitazione principale:

  1. Rivalutiamo la rendita catastale del 5%: 670,10+ 5% = 703,60
  2. Rivalutiamo ora la rendita dalla rendita già rivalutata del 5% per il 60%: 703,60 + 60% = 1.125,76
  3. Valore catastale: 1.125,76 x 100 = 112.576
  4. IMU: 0,4% di 112.576 = 450,34
  5. Detrazione prima casa: 450,34 – 200,00 = 250,34
  6. Detrazione figli: 250,34 – 50,00 – 50,00 = 150,34(importo dovuto nel caso di due figli)

Questa simulazione vale per i fabbricati di categoria catastale A (esclusa la categoria A/10) e categoria C/2, C/6 e C/7, il cui valore ai fini Ici è calcolato moltiplicando la rendita per 160 Per le altre categorie catastali si applicano i seguenti moltiplicatori:

  • B, C/3, C/4, C/5: moltiplicatore 140
  • A/10: moltiplicatore 80
  • D: moltiplicatore 60
  • C/1: moltiplicatore 55

Curiosità: alcuni dati sulla situazione in Italia
I dati Istat dicono che in Italia sono quasi 18 milioni le famiglie proprietarie o usufruttuarie dell’abitazione. Oltre 5 milioni e 100 mila famiglie risiedono nel Nord Ovest e 3 milioni e 659 nel Nord Est. Oltre tre milioni e mezzo sono residenti nel centro, tre milioni e 647 nel sud ed infine oltre un milione e novecentomila nelle isole. Le famiglie con figli sono oltre 8,1 milioni: 3.263.450 coppie con un figlio, 2.873.876 con due e oltre 601 mila con tre o più figli. Più 1,4 milioni di monigenitori.

Rendita catastale: come si determina.

come si determina la rendita catastale

La rendita catastale si ottiene dal prodotto tra:

  • a) la consistenza dell’unità immobiliare ovvero i vani dei quali è costituito l’immobile, la sua superficie e volumetria;
  • b) la tariffa d’estimo relativa al comune ed alla zona censuaria ove sorge l’immobile, alla tipologia dello stesso in relazione alla destinazione d’uso sia essa ordinaria, speciale, particolare.

Questa la procedura di attribuzione della rendita catastale.

Procedura attribuzione rendita catastale

Entro 30 giorni dal momento in cui una nuova costruzione diventa agibile, in relazione alla destinazione d’uso prevista, il proprietario deve richiedere all’Agenzia del Territorio – proponendone egli stesso l’importo – l’attribuzione della rendita catastale. Se la rendita attribuita è diversa da quella proposta, il contribuente ha diritto a ricorrere avverso la rettifica effettuata dall’Agenzia del Territorio. Quest’ultima ha infatti l’obbligo di notificare la rettifica all’interessato.

Come si rivaluta la rendita catastale

come si rivaluta la rendita catastale

La sempre crescente inadeguatezza dello strumento della rendita catastale a fungere come base imponibile per la tassazione degli immobili, ha causato, col passare degli anni, “l’adeguamento” delle stesse. Praticamente l’aumento del 5% dal 1997.

Cos’è il valore catastale.

Il valore catastale

La rendita catastale è utilizzata ai fini successori per la determinare il valore catastale degli immobili che fanno parte dell’asse ereditario. Difatti, a seconda della destinazione d’uso di un immobile, il valore catastale, detto anche rendita catastale rivalutata, si ottiene moltiplicando la rendita catastale per un moltiplicatore prestabilito che varia in relazione alla destinazione d’uso dell’immobile. Per gli immobili classificati nei gruppi catastali A ; B ; C, esclusi A10 e C1, attualmente è 115,5 se prima casa e 126 se trattasi di seconda casa. Per gli immobili di categoria A10 e D il moltiplicatore è 63. Per le categorie C1 ed E è invece 42,84.

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